Quattro mele annurche, recensione di Ketty Fusco

Avevo già avuto modo di apprezzare questa giovane autrice, in occasione dell'uscita del suo libro di poesie. Ed ora di fronte al singolare libretto dal titolo originale rimango incantata dalla creatività del suo linguaggio che, in una gimcana di brevi flash narrativi, ci fa percorrere felicemente i quattro tempi in cui è diviso il testo, e che sono intitolati metaforicamente alla mela, il frutto che, nel Giardino delle Esperidi, conferiva l'immortalità. La Valentini scrive in prima persona e mi piace immaginarla mentre vive le sue storie dal sapore caldo e domestico, ma al tempo stesso sento che quei suoi racconti, così bene orchestrati, assumono un respiro universale, grazie allo stile elegante e alla poesia che da essi si espande.

 

Terzaetà, N.5 - Anno XXIII - dicembre 2005, Quattro mele annurche, di Ketty Fusco

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